La ginnastica come un vestito

Una ginnastica ritagliata su misura e che piace a tanti, di tutte le età, perché oltre a risolvere piccoli problemi fisici fa bene anche all’umore.

A dirlo sono i frequentatori delle lezioni di “ginnastica personalizzata” che si alternano nelle sale di Arcoballando durante la settimana per fare gli esercizi che sono stati assegnati a ognuno degli iscritti, seguiti da vicino dall’insegnante Silvia Di Marco.

“Gli esercizi sono molto diversi e sono specifici per ogni esigenza dei frequentatori, che seleziono sulla base dei referti medici, o dei pregressi percorsi con il fisioterapista, o delle personali esperienze motorie/sportive e anche del carattere – spiega Silvia –
Abbiamo persone adulte che hanno bisogno di fare una ginnastica “compensativa al lavoro ”per correggere i difetti di postura che derivano dalla ripetitività di certi movimenti obbligati dalla professione o per rafforzare alcuni muscoli che risultano indeboliti dall’analisi posturale.

Ci sono pensionati che hanno bisogno di mantenersi in forma o di recuperare la forma a causa di dolori recidivanti, o semplicemente per arrestare il naturale decadimento.
E ci sono infine gli adolescenti che hanno un grande bisogno di imparare a conoscere il proprio corpo, e di imparare a muoversi in modo corretto. Ciò è possibile attraverso semplici esercizi di ginnastica classica, percorsi con piccoli e grandi attrezzi, impegnandosi e divertendosi.

Questo tipo di ginnastica è utile per tutti i ragazzi, con il loro ‘bagaglio’ che sia una scoliosi, la timidezza o la paura di confrontarsi con delle difficoltà.

Gli appuntamenti della ginnastica personalizzata sono alle 10 della mattina, alle 16 e alle 19 e hanno sempre più frequentatori perché tramite il passaparola si diffonde la notizia dei risultati che con calma ma con costanza si ottengono con gli attrezzi da palestra, prendendo “in prestito” gli insegnamenti di tecniche diverse, dalla ginnastica correttiva a quella formativa, dallo yoga al pilates, sotto l’attenta regia di Silvia.

Una musica di sottofondo accompagna gli sforzi e l’insegnante passa da ognuno dei suoi allievi, asseconda le richieste, modifica le sequenze per venire incontro al nuovo doloretto o alla fatica della giornata che ripercuote sul fisico e sull’umore.

“Uno dei vantaggi di questo genere di ginnastica è che si parla molto con i propri allievi, io lo chiamo ‘il confessionale’ – scherza Silvia – Ci occupiamo del benessere generale delle persone ma è chiaro che non ci si può sostituire ad esempio alla fisioterapia, indichiamo a ognuno quale strada conviene seguire per risolvere un problema”.

I risultati arrivano, anche per chi frequenta anche solo una volta a settimana, e si impara a distinguere tra il dolore “buono”, quello del muscolo che ha lavorato, dagli altri dolori.

Esercizio dopo esercizio si inizia ad ascoltare di più il proprio corpo ad ottenere sicurezza in se stessi, perché qui la competizione non c’è, ognuno si misura con i propri limiti, impara a fare i conti con il proprio corpo, per iniziare a “farsi del bene”.

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07-02-2019